Lectio Divina 23ª Domenica Ordinaria: Dove due o tre sono riuniti nel mio nome

Lectio Divina della 23ª Domenica Ordinaria, ciclo A, su Matteo 18, 15-20: correzione fraterna, riconciliazione e preghiera in comunità.

XXIII Domenica del Tempo Ordinario · Matteo 18,15-20

Dove due o tre sono riuniti nel mio nome

La correzione fraterna: la misericordia vissuta insieme

Questa Lectio Divina per la XXIII Domenica del Tempo Ordinario, Anno A, nasce dal Vangelo di Matteo 18,15-20: «Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro». Attraverso Lectio, Meditatio, Oratio, Contemplatio e Communicatio accogliamo la Parola nello spirito agostiniano recolleto, nella preghiera personale e comunitaria.

01 Lectio02 Meditatio03 Oratio04 Contemplatio05 Communicatio

Invocazione

Vieni, Spirito Santo

Vieni, Spirito Santo,
per mezzo del quale viene santificata
ogni anima che crede in Cristo
e diventa cittadina
della città di Dio.

Vieni, Spirito Santo;
rendici docili ai movimenti di Dio.
Accendi in noi il tuo fuoco,
illuminaci e innalzaci verso Dio.

— Sant’Agostino (En. Ps. 45, 8 · Serm. 128, 4)

Vangelo

Matteo 18,15-20

XXIII Domenica del Tempo Ordinario

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se tuo fratello commette una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato tuo fratello.

Se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, riconosci che la comunione è stata spezzata.

In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo.

In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli la concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».

Parola del Signore

Lode a te, o Cristo

Lectio

Ciò che dice il testo

Sant’Agostino · Discorso 17, 6-7

C’è qualcosa di particolarmente grave: non soltanto fatichiamo a perdonare quando veniamo offesi, ma spesso non vogliamo chiedere perdono quando siamo noi ad avere sbagliato. La tentazione entra, l’ira prende possesso del cuore e la lingua comincia ad accusare. Quando ti accorgi di dove ti ha trascinato, torna indietro e di’ con semplicità: «Ho sbagliato; ho peccato». Riconoscerlo non ti farà morire: aprirà invece una porta alla vita.

Se qualcuno non ascolta neppure la comunità, Gesù chiede di prendere sul serio la profondità della frattura. Ma questo viene soltanto dopo un incontro personale e dopo avere percorso con pazienza le vie della verità e della misericordia. La correzione non serve a umiliare o esporre l’altro: vuole guadagnare di nuovo un fratello.

San Tommaso da Villanova

Quanto è delicato il comando del Signore! Per custodire il buon nome del prossimo, non permette che venga accusato pubblicamente fin dall’inizio. Prima chiede una parola in segreto, poi la presenza di due testimoni e soltanto dopo la comunità. Anche il buon medico comincia con dolcezza e ricorre a rimedi più dolorosi solo quando la ferita minaccia tutto il corpo.

Riflessione

La correzione fraterna: la misericordia vissuta insieme

Gesù affronta una realtà che ogni comunità prima o poi conosce: il peccato ferisce le relazioni e può danneggiare l’intero corpo. La sua proposta è concreta, graduale e responsabile. Il primo passo non è escludere, ma avvicinarsi; non è esporre, ma parlare a tu per tu; non è sconfiggere l’altro, ma guadagnare il fratello.

Queste parole seguono immediatamente la parabola della pecora smarrita. La comunità cristiana vive dunque in sintonia con il desiderio di Dio di riportare a casa chi si è allontanato. È un ospedale per tutti: cura le ferite, offre la medicina necessaria e non smette di sperare nella conversione.

La correzione fraterna non appartiene a chi si considera moralmente superiore. Tutti dobbiamo imparare a parlare con umiltà e ad accogliere una correzione senza chiuderci nella difesa. La verità senza carità distrugge; la carità senza verità lascia il fratello solo dentro la sua ferita.

Può diventare necessario porre un limite quando qualcuno rifiuta ogni aiuto e mette a rischio gli altri. Anche allora il limite deve nascere dalla responsabilità, non dal disprezzo, e la speranza deve rimanere aperta.

L’autorità di legare e sciogliere è al servizio della comunione offerta dalla misericordia. La preghiera condivisa sostiene questo cammino: quando due o tre si riuniscono nel nome di Gesù, egli non è un ospite lontano, ma il centro vivo della comunità.

Insieme preghiamo per la conversione del mondo, per le relazioni ferite e per chi si è allontanato. La presenza di Cristo trasforma chi prega e insegna a cercare la volontà del Padre.

Meditatio

Ciò che la Parola dice a me

«Se non ascolterà neanche la comunità, riconosci che la comunione è stata spezzata».

Gesù riconosce che esistono scelte che distruggono invece di edificare. Porre un limite può essere doloroso, come una medicina sulla ferita, ma talvolta è necessario per proteggere le persone e custodire la comunità. Non possiamo costringere nessuno a cambiare; possiamo continuare ad amare, pregare e lasciare aperta la via del ritorno.

So porre dei limiti senza rinunciare ad amare e a sperare nella conversione dell’altro?

«Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».

Il centro della comunità cristiana non è soltanto l’affetto tra i suoi membri: è Gesù di Nazaret. Imparando da lui a guardare il Padre, impariamo anche a chiedere secondo la sua volontà. La presenza di Cristo trasforma un incontro in comunione e molte voci in una preghiera condivisa.

Cristo è davvero al centro della mia preghiera e della mia comunità?

Oratio

Ciò che dico a Dio

Nessuno dica:
«Non so che cosa devo amare».
Ama il fratello
e amerai l’Amore stesso.

Abbraccia il Dio Amore;
abbraccia Dio attraverso l’amore.
Egli è l’Amore che ci unisce,
l’Amore che ci rende una cosa sola.

Quanto più saremo liberi
dalla mancanza d’amore e dalla superbia,
tanto più saremo colmi d’amore.
E chi è pieno d’amore,
di che cosa è pieno se non di Dio?

— Sant’Agostino (La Trinità 8, 8, 12)

Contemplatio

Fa’ che mi ricordi di te, Signore

Nel silenzio…

Osserva la premura di Gesù per chi si è allontanato o ha sbagliato.

Non invita a condannare, ma a cercare il fratello.

Rimani nella sua promessa: egli è qui in mezzo a noi.

Lasciati guardare

«Se ti ascolterà, avrai guadagnato tuo fratello».

Porta davanti a Gesù le tue relazioni. Come reagisci quando qualcuno ti ferisce o sbaglia? Lascia emergere il volto di chi ha bisogno della tua umiltà e della tua sincerità.

Rimani

Lascia che verità e carità si incontrino in te.
Affida al Signore le relazioni che hanno bisogno di riconciliazione, dialogo o guarigione.

Contemplare significa rivolgere lo sguardo al nostro intimo, là dove Dio abita.

Communicatio

In comunità

In lui siamo una cosa sola

Condividere

Condividiamo con semplicità ciò che il Signore ha suscitato nel cuore.

Quale parola di Gesù mi ha toccato oggi?
Che cosa ho scoperto del mio modo di vivere le relazioni?

Discernere

Ascoltiamo insieme ciò che il Signore può dire alla comunità.

Come possiamo correggerci e accompagnarci senza ferire né giudicare?
Che cosa dobbiamo custodire perché Cristo sia davvero in mezzo a noi?

Camminare

Scegliamo un passo concreto che costruisca comunione.

A chi devo avvicinarmi questa settimana?
Quale gesto comunitario può rendere visibile la presenza di Cristo tra noi?

Inquieti, usciamo;
in te, ci riuniamo;
insieme, costruiamo comunione.

Preghiera

Grazie, Signore mio,
per tutto ciò che mi hai donato
e ispirato in questo momento.

Fa’ che il mio cuore inquieto
non smetta di ardere
finché finalmente riposi in te,
unico e vero amore.

Tutto sia per la maggiore gloria del tuo nome,
mentre diventiamo un’anima sola
e un cuore solo rivolti verso di te,
Dio nostro.

Amen.

Preghiera

Per le Vocazioni

Signore Dio nostro,
fa’ che la tua voce raggiunga molti cuori.

Possano alzarsi e imparare a vivere uniti in te.

Prepara i loro cuori con la tua Parola,
perché portino il lieto annuncio ai poveri
e si prendano cura della tua messe abbondante.

Fa’ che tutti coloro che chiami alla vita agostiniana recolletta
ascoltino la tua voce
e abbiano il coraggio di compiere la tua volontà.

Amen.

E ora…

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PredicAR · Agostiniani Recolletti

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