Lectio Divina della 29ª Domenica del Tempo Ordinario: A Dio quel che è di Dio

Lectio Divina della 29ª Domenica del Tempo Ordinario, ciclo A, su Matteo 22, 15-21: vivere le nostre responsabilità senza dimenticare che apparteniamo a Dio

XXIX Domenica del Tempo Ordinario · Matteo 22,15-21

A Dio, ciò che è di Dio

Abitare il mondo con un cuore che appartiene interamente a lui

Questa Lectio Divina per la XXIX Domenica del Tempo Ordinario, anno A, ci conduce dentro Matteo 22,15-21. Una domanda insidiosa sul tributo a Cesare diventa un invito alla libertà e al discernimento: vivere con responsabilità nella storia senza consegnare a nessun potere ciò che appartiene soltanto a Dio. Percorriamo Lectio, Meditatio, Oratio, Contemplatio e Communicatio nello spirito agostiniano recolleto.

Invocazione

Vieni, Spirito Santo

Vieni, Spirito Santo,
per mezzo del quale viene santificata
ogni anima fedele che crede in Cristo
e diventa cittadina
della città di Dio.

Vieni, Spirito Santo;
rendici docili ai richiami di Dio.
Accendi in noi il tuo fuoco,
illuminaci e innalzaci verso Dio.

— Sant’Agostino (En. Ps. 45, 8 · Serm. 128, 4)

Vangelo

Matteo 22,15-21

XXIX Domenica del Tempo Ordinario

I farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come cogliere Gesù in fallo nei suoi discorsi. Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno.

Dicci dunque il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?».

Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro.

Egli domandò: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare».

Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio».

Parola del Signore

Lode a te, o Cristo

01

Lectio

Ciò che dice il testo

Sant’Agostino · Discorso 90, 10

La moneta porta l’immagine di Cesare; la persona umana porta l’immagine di Dio. Gesù non divide la vita in due mondi estranei, ma rimette in ordine le nostre appartenenze. I doveri legittimi hanno il loro posto, ma nessuna autorità può impadronirsi della coscienza o pretendere il dono totale dovuto al Creatore.

Sant’Agostino usa un’immagine folgorante: l’uomo è la moneta di Cristo. Il peccato può offuscarne l’impronta, ma l’amore per la verità la incide di nuovo. Restituirci a Dio significa lasciar emergere la sua somiglianza nel modo di pensare, scegliere, servire e amare.

San Tommaso da Villanova

Ogni attrattiva terrena è come l’acqua del mare: promette di spegnere la sete, ma finisce per accrescerla. Il cuore trova riposo soltanto tornando a Dio, l’unico bene capace di colmarlo.

Commento

Chi porta l’immagine di Dio?

La domanda sul tributo non nasce da una ricerca sincera. Vogliono costringere Gesù a schierarsi e trasformare qualsiasi risposta in un’accusa. Egli smaschera l’intenzione nascosta e non si lascia imprigionare da un’alternativa falsa.

Sulla moneta è impressa l’immagine dell’imperatore. Ma chi porta l’immagine di Dio? Ogni persona. Se a Cesare si può restituire una moneta, a Dio si offre l’intera esistenza: intelligenza, libertà, coscienza, relazioni e speranza.

Rendere a Dio ciò che è suo non significa disinteressarsi della società. Una fede adulta diventa onestà, cura del bene comune, rispetto della dignità umana e fedeltà ai doveri quotidiani.

Il potere civile, però, ha dei limiti. Nessuna ideologia, partito o governante merita adorazione; nessuna richiesta ingiusta può prendere il posto della coscienza formata davanti a Dio. La fedeltà cristiana domanda di discernere quando collaborare e quando dire di no.

Gesù non fugge la realtà: la illumina a partire da un’appartenenza più profonda. Possiamo servire il mondo senza diventarne proprietà, perché portiamo impressa l’immagine di Dio.

02

Meditatio

Ciò che la Parola dice a me

«Sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità».

Le parole degli avversari sembrano devote, ma nascondono una trappola. Anche noi possiamo parlare correttamente di Dio mentre il cuore cerca consenso, controllo o vantaggio.

Quando parlo di Dio, le mie parole corrispondono a ciò che vive davvero nel cuore?

«A Dio quello che è di Dio».

I miei beni, le mie capacità e le mie responsabilità fanno parte della vita ricevuta. Metterli al servizio del bene comune non è in concorrenza con la fede: può diventare un modo concreto di restituire a Dio i suoi doni.

Quale parte della mia vita fatico ancora a riconoscere come appartenente a Dio?

03

Oratio

Ciò che dico a Dio

Signore, entra nel mio cuore
e insegnami ad ascoltare la tua voce.
Non permettere che consegni agli idoli
ciò che appartiene soltanto a te.

Rinnova in me la tua immagine:
rendi sincera la mia parola,
rette le mie scelte
e generoso il mio servizio.

Insegnami ad abitare il mondo
senza dimenticare a chi appartengo.
Tu sei il mio bene e la mia salvezza;
fa’ che tutta la mia vita ritorni a te.

Ispirata a sant’Agostino · Confessioni 1, 5, 5

04

Contemplatio

Fa’ che io mi ricordi di te, Signore

Nel silenzio…

Contempla Gesù circondato da chi vuole tendergli una trappola. Osserva la calma con cui prende la moneta e guarda oltre il tranello.

Ascoltalo domandare: «Di chi è questa immagine?». Poi lascia che il suo sguardo si posi sulla tua vita.

Quale immagine rivelano oggi le tue scelte?

Lasciati guardare

Tu porti l’immagine di Dio.

Permetti a Gesù di illuminare le tue appartenenze, le tue responsabilità e ciò a cui consegni il cuore.

Rimani

Riposa nella certezza di appartenere a Dio.
Ripeti lentamente: «Signore, tutta la mia vita sia tua».

Contemplare è lasciare che l’immagine di Dio torni a risplendere in noi.

05

Communicatio

In comunità

In lui siamo una cosa sola

Condividere

Condividiamo la parola o il gesto del Vangelo che ha toccato il cuore.

Che cosa ho scoperto sulle mie responsabilità e sulla mia appartenenza a Dio?

Discernere

Ascoltiamo insieme dove ci è chiesta maggiore coerenza.

Come servire il bene comune senza rendere assoluto alcun potere?
Che cosa chiede oggi il Signore alla nostra comunità?

Camminare

Scegliamo un gesto concreto per questa settimana.

Quale responsabilità compirò con maggiore onestà?
Come renderò visibile l’immagine di Dio nel rapporto con gli altri?

Nel mondo, serviamo;
davanti alla verità, discerniamo;
a Dio, ci consegniamo interamente.

Preghiera

Grazie, mio Signore,
per tutto ciò che mi hai donato
e ispirato in questo momento.

Desidero che il mio cuore inquieto
non smetta di ardere
finché non riposi finalmente in te,
unico e vero amore.

Tutto sia per la maggior gloria del tuo nome,
perché diventiamo un’anima sola
e un cuore solo rivolti a te,
nostro Dio.

Amen.

Preghiera

Per le vocazioni

Signore Dio nostro,
fa’ che il richiamo della tua voce raggiunga molti cuori.

Fa’ che si alzino e imparino a vivere uniti in te.

Prepara i loro cuori con la tua Parola,
perché portino il Vangelo ai poveri
e abbiano cura della tua messe abbondante.

Coloro che chiami alla vita agostiniana recolletta
ascoltino la tua voce
e compiano con coraggio la tua volontà.

Amen.

E ora…

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PredicAR · Agostiniani Recolletti

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